Omaggio a Riccardo Schweizer

Locandina della mostra

Locandina della mostra "Omaggio a Riccardo Schweizer"

Il patrimonio artistico e culturale della Cassa Rurale Val di Non - Rotaliana e Giovo, contraddistinto da un forte legame con la storia e con l’eccellenza creativa espressa dal territorio, annovera un nutrito corpus di opere di Riccardo Schweizer (Mezzano, 31 agosto 1925 – Casez, 20 settembre 2004), uno dei massimi esponenti dell’arte trentina del Secondo Novecento.

A quasi vent’anni dalla scomparsa del maestro, la Cassa dedica una mostra, a cura di Marcello Nebl, che raccoglie negli spazi espositivi del Centro Direzionale di Cles opere normalmente esposte in diverse filiali.

I lavori presenti sono frutto degli ultimi anni di produzione di Riccardo Schweizer e ne rappresentano pienamente la maturità artistica ed il desiderio di descrivere la storia della propria comunità e delle proprie origini, dopo decenni vissuti intensamente frequentando i grandi centri artistici europei dell’epoca.

Fra le opere esposte in mostra quattro tele sono dedicate alla Valle di Non: dalla drammatica vicenda del sacrificio dei Santi Martiri Anauniensi, descritto nella tela del 1996 intitolata “Il martirio” con il rogo come fulcro centrale dirompente, passando per le opere dedicate al lavoro nei campi ed alla raccolta della frutta, fino alla celebrazione della cooperazione, con il simbolo delle sette verghe clesiane che si eleva nel cielo illuminando un cielo notturno a guisa di un sole splendente.

La altre dodici opere esposte, conservate nella filiale di Verla di Giovo, sono parte di un grande progetto dedicato al ciclo dei mesi e creato nell’anno 2000 su commissione del Comune di Mezzolombardo e della Cassa Rurale Rotaliana, in collaborazione con la curatrice Patrizia Buonanno. Il passaggio epocale fra i due millenni viene descritto da Riccardo Schweizer su dodici carte di 56x76cm, utilizzando l’acrilico come medium espressivo e prendendo come spunto e ispirazione il celebre Ciclo dei Mesi affrescato nel 1400 in Torre Aquila a Trento dal Maestro Venceslao. Schweizer concretizza i momenti più significativi della vita sociale, economica e culturale del territorio rotaliano attraverso la propria interpretazione, con il caratteristico uso esplosivo del colore e la compenetrazione di figure umane, paesaggio naturale e paesaggio costruito.